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“Comunità disgregate, speranze sospese”: la Caritas diocesana  Amalfi-Cava de’ Tirreni presenta il Report delle Povertà 2024 Provincia Provincia e Regione zonarcs 

“Comunità disgregate, speranze sospese”: la Caritas diocesana Amalfi-Cava de’ Tirreni presenta il Report delle Povertà 2024

 

Uno strumento di lettura del territorio per orientare responsabilmente azione pastorale e sociale

Si è svolta lunedì 27 aprile 2026, presso il Palazzo Arcivescovile di Cava de’ Tirreni, la presentazione del Report sulle Povertà promosso dalla Caritas diocesana di Amalfi-Cava de’ Tirreni, dal titolo “Comunità disgregate, speranze sospese”. Un appuntamento che ha assunto il valore di un esercizio collettivo di discernimento, più che una semplice restituzione di dati.

L’ incontro è stato moderato dalla giornalista Senatore Angela che ha introdotto i relatori mantenendo viva nella platea la giusta attenzione al tema trattato. Il primo a prendere la parola è stato don Francesco Della Monica, direttore della Caritas diocesana, che ha richiamato con chiarezza il ruolo dell’advocacy come dimensione imprescindibile dell’agire Caritas: non solo risposta ai bisogni, ma capacità di incidere nei processi sociali attraverso la costruzione di alleanze educative e istituzionali. La lettura dei dati – ha sottolineato – non restituisce soltanto una “mancanza”, ma evidenzia soprattutto una “rottura”: relazionale, lavorativa, abitativa, sanitaria, umana. È in questa frattura che si radicano molte delle nuove forme di vulnerabilità.

A seguire, don Carmine Schiavone, Delegato regionale delle Caritas campane e direttore della Caritas di Aversa, ha offerto uno sguardo più ampio sul contesto regionale, evidenziando come le 23 Caritas diocesane della regione siano quotidianamente impegnate in una pluralità di interventi che spaziano dall’ascolto all’accompagnamento, fino alla promozione umana. Un lavoro capillare che, pur nelle differenze territoriali, restituisce una traiettoria comune: l’aumento delle fragilità complesse e multidimensionali.

Nel cuore della presentazione, la dott.ssa Marta Raimondi, referente del Centro di Ascolto diocesano, e la dott.ssa Rossella Vuoso, curatrice del volume, hanno illustrato i dati e le analisi contenute nel report. Oggetto dell’analisi è quindi il territorio diocesano terra di incomparabili bellezze che generano turismo e benessere con molte presenze durante l’anno; grandi numeri che alle volte si traducono in disagi per residenti o lavoratori a causa dei servizi “in affanno”, traffico e aumento dei costi. Questa è una delle cause dello spopolamento di varie aree non solo interne ma anche più centrali dove si registra un calo della popolazione, sempre più marcato negli ultimi anni, e un aumento del fenomeno delle case vacanze, B&B. Particolarmente rilevante è la crescita delle situazioni di solitudine sociale, che coinvolgono non solo anziani ma anche giovani adulti e nuclei familiari fragili. Emergono inoltre segnali preoccupanti legati alla povertà educativa, con minori che vivono contesti deprivati di opportunità formative e relazionali, e una crescente incidenza di disagio psicologico, spesso sommerso e non intercettato dai servizi tradizionali. Accanto all’ incremento significativo delle richieste di aiuto legate alla povertà economica e lavorativa (cresce il numero di persone occupate ma incapaci di sostenere i costi della vita quotidiana) entra con forza nelle statistiche il bisogno di accedere alle cure sanitarie. Una multidimensionalità della povertà che comprende anche quella abitativa, con difficoltà diffuse nel pagamento di affitti e utenze, e una progressiva precarizzazione delle condizioni familiari. I dati raccontano di 376 accolti (in netta prevalenza donne) e quasi 800 beneficiari totali che rappresentano non solo chi quotidianamente accede ai servizi ma l’intero nucleo familiare che trae vantaggio dall’aiuto offerto. Nell’anno analizzato i numeri di chi si è rivolto alla Caritas per la prima volta sono in diminuzione rispetto alle annualità precedenti mentre sono in notevole aumento coloro che vengono assistiti da più di cinque anni o chi viene supportato con più di 5 aiuti nel corso dell’anno. Nel 2024 la Cittadella della Carità ha registrato 2629 accessi e raggiunto quota 2658 aiuti molti dei quali a beneficio degli utenti dell’Emporio solidale Paolo VI, seguiti dagli accessi al Centro di Ascolto e al dispensario farmaci e ambulatorio solidale. Prezioso e capillare anche il lavoro svolto dalle parrocchie del territorio che offrono una prima carezza a chi attraversa un momento di bisogno; grazie al lavoro di rete l’azione della Caritas fa si che nessuno resti solo.

Il report non si limita a descrivere queste dinamiche, ma prova a interpretarle. “Comunità disgregate, speranze sospese” è infatti un testo che intreccia dati quantitativi e narrazioni qualitative: volti, storie, percorsi interrotti e tentativi di ripartenza. In questa prospettiva, la povertà non è ridotta a una categoria statistica, ma riconosciuta come esperienza complessa che interpella l’intera comunità diocesana spesso letta solo come luogo di bellezza per la zona costiera, e commerciale per la zona di metelliana.

A concludere l’incontro è stato l’arcivescovo, S.E. mons. Orazio Soricelli, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, sottolineandone il valore pastorale e civile. Nel suo intervento ha richiamato con forza il senso profondo dell’impegno della Chiesa: i poveri non sono semplicemente destinatari di interventi, ma “carne viva di Cristo”, presenza che interpella e orienta le scelte ecclesiali. Da qui l’urgenza di generare progettazioni nuove, capaci non solo di rispondere ai bisogni immediati, ma di restituire dignità e bellezza alle persone e ai contesti segnati dalla fragilità. La nostra Caritas sta lavorando in questo verso e mi piacerebbe che sempre più volontari possano dare il proprio contributo. Interessante sarebbe anche il coinvolgimento della comunità diaconale.

L’obiettivo del volume è duplice: da un lato, offrire uno strumento di conoscenza rigoroso e aggiornato; dall’altro, orientare le scelte pastorali e sociali verso modelli di intervento più integrati e generativi. La sfida che emerge è quella di passare da una logica assistenziale purtroppo ancora sostenuta da qualcuno a una logica di corresponsabilità, in cui la comunità diventa soggetto attivo di inclusione anche mediante i nuovi servizi offerti dalla Cittadella della Carità S. Teresa di Calcutta.

La presentazione del report si configura così come un passaggio importante per rileggere il territorio alla luce delle trasformazioni in atto e per rilanciare un impegno condiviso. Non si tratta soltanto di rispondere ai bisogni, ma di ricostruire legami, riattivare fiducia, generare possibilità e orientare la progettazione della chiesa e delle realtà civili.

In un tempo segnato da frammentazioni evidenti, la Caritas diocesana rinnova il proprio invito a guardare le povertà non come fenomeni marginali, ma come luoghi in cui si misura la qualità delle relazioni e la tenuta delle comunità. Un invito rivolto alle istituzioni, al terzo settore e all’intera società civile, affinché la lettura dei dati diventi responsabilità concreta e azione condivisa.

 

 

 

 

 

 

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